AI Act: obblighi, scadenze e adeguamento delle imprese
In breve: il Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) disciplina sviluppo e uso dei sistemi di intelligenza artificiale nell’Unione europea. È in vigore dal 1° agosto 2024, ma si applica per tappe. Con il Regolamento (UE) 2026/1744 — l'”Omnibus digitale sull’IA”, in vigore dal 27 luglio 2026 — gli obblighi sui sistemi ad alto rischio sono stati spostati al 2 dicembre 2027 e al 2 agosto 2028. Restano pienamente efficaci i divieti (dal 2 febbraio 2025) e l’obbligo di alfabetizzazione IA del personale.
Cos’è l’AI Act
È il primo regolamento al mondo che disciplina in modo organico l’intelligenza artificiale con un approccio basato sul rischio: non tutte le applicazioni sono regolate allo stesso modo, ma gli obblighi crescono in proporzione al rischio che il sistema genera per i diritti fondamentali, la salute e la sicurezza delle persone.
Persegue tre obiettivi:
- garantire che i sistemi di IA immessi sul mercato UE siano sicuri e rispettino i diritti fondamentali;
- creare un mercato unico dell’IA con regole uniformi nei 27 Stati membri;
- sostenere l’innovazione, anche con spazi di sperimentazione regolamentata (sandbox).
A chi si applica
L’AI Act non riguarda solo chi sviluppa intelligenza artificiale: riguarda anche chi la usa.
| Ruolo | Chi è | Obblighi principali |
|---|---|---|
| Fornitore (provider) | chi sviluppa il sistema o lo immette sul mercato con il proprio nome | conformità, documentazione tecnica, marcatura CE, valutazione di conformità |
| Utilizzatore (deployer) | chi usa il sistema nell’ambito della propria attività | uso conforme alle istruzioni, sorveglianza umana, alfabetizzazione IA |
| Importatore / distributore | chi importa o distribuisce sistemi da Paesi terzi | verifica della conformità e della documentazione |
| Rappresentante autorizzato | soggetto stabilito nell’UE per fornitori extra-UE | interlocuzione con le autorità di vigilanza |
La portata è extraterritoriale: si applica anche ai fornitori stabiliti fuori dall’UE quando il sistema è usato nell’Unione o quando i suoi risultati sono impiegati nell’Unione.
I livelli di rischio
| Livello | Esempi | Regime |
|---|---|---|
| Rischio inaccettabile | social scoring, manipolazione comportamentale, riconoscimento biometrico in tempo reale in spazi pubblici | vietati |
| Alto rischio | selezione del personale, punteggio creditizio, istruzione, infrastrutture critiche, giustizia, frontiere, dispositivi medici | obblighi stringenti (Capo III) |
| Rischio limitato | chatbot, contenuti generati dall’IA | obblighi di trasparenza (art. 50) |
| Rischio minimo | filtri antispam, videogiochi | nessun obbligo aggiuntivo |
Attenzione: il livello dipende dall’uso concreto, non dal software in sé. Un sistema di analisi testi è a rischio minimo, ma se serve a decidere chi convocare a un colloquio diventa alto rischio.
Le pratiche vietate (già in vigore)
Dal 2 febbraio 2025 è vietato immettere sul mercato o usare sistemi di IA che:
- usano tecniche subliminali o manipolatorie per alterare il comportamento in modo da causare un danno;
- sfruttano vulnerabilità legate a età, disabilità o condizione socioeconomica;
- realizzano social scoring generalizzato;
- effettuano previsioni di reato basate unicamente su profilazione o tratti della personalità;
- raschiano immagini del volto da internet o da telecamere per costruire banche dati di riconoscimento facciale;
- deducono le emozioni sul luogo di lavoro o in ambito scolastico (salvo motivi medici o di sicurezza);
- categorizzano le persone per dedurre razza, opinioni politiche, appartenenza sindacale, convinzioni religiose o orientamento sessuale;
- applicano il riconoscimento biometrico in tempo reale in spazi accessibili al pubblico per attività di polizia, fuori dalle eccezioni tassative.
L’obbligo che riguarda tutte le imprese: alfabetizzazione IA
L’articolo 4 impone a fornitori e utilizzatori di adottare misure per garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione in materia di IA (AI literacy) per il personale e i collaboratori che si occupano dello sviluppo, dell’uso e della manutenzione dei sistemi. Non è una raccomandazione: è un obbligo in vigore dal 2 febbraio 2025.
In pratica significa sapere cos’è un sistema di IA, quali rischi comporta, quando l’output va verificato da una persona e cosa si può fare con i dati. È l’unico obbligo dell’AI Act che coinvolge anche le imprese che usano soltanto strumenti di terzi — per esempio un chatbot per l’assistenza clienti o un software di screening dei curriculum.
Il calendario aggiornato
| Data | Cosa si applica |
|---|---|
| 1° agosto 2024 | entrata in vigore del regolamento |
| 2 febbraio 2025 | divieti (art. 5) e alfabetizzazione IA (art. 4) |
| 2 agosto 2025 | modelli di IA per uso generale (GPAI), governance, autorità di vigilanza |
| 2 novembre 2026 | obbligo di filigrana (watermarking) sui contenuti generati dall’IA |
| 2 dicembre 2027 | sistemi ad alto rischio dell’Allegato III: biometria, infrastrutture critiche, istruzione, occupazione, servizi essenziali, giustizia, frontiere |
| 2 agosto 2028 | sistemi ad alto rischio disciplinati da normative settoriali UE (Allegato I) |
Le date originarie (2 agosto 2026 e 2 agosto 2027) sono state spostate dal Regolamento (UE) 2026/1744 — Omnibus digitale sull’IA — pubblicato in GUUE il 24 luglio 2026 ed efficace dal 27 luglio 2026. La motivazione dichiarata è la mancata disponibilità, alla scadenza originale, delle norme tecniche armonizzate e degli strumenti di valutazione della conformità, oltre al non completo assetto delle autorità competenti in tutti gli Stati membri.
Il rinvio non è una tregua: gli obblighi arrivano, ma nel frattempo vanno costruiti governance, processi, documentazione e competenze.
La legge italiana 132/2025
L’Italia ha affiancato all’AI Act la Legge 23 settembre 2025, n. 132 (“Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025: 28 articoli in 6 capi, primo intervento nazionale organico in ambito UE.
Punti chiave:
- Approccio antropocentrico: l’IA è strumento a supporto dell’uomo e non sostituisce il giudizio umano.
- Governance: AgID per notifica e accreditamento degli organismi di valutazione; ACN per vigilanza, sicurezza cibernetica e sanzioni; aggiornamento della Strategia nazionale per l’IA.
- Professioni intellettuali: l’IA è ammessa solo come supporto alle attività strumentali, con prevalenza del lavoro intellettuale, e il cliente deve essere informato in modo chiaro e comprensibile sull’uso di sistemi di IA. L’obbligo vale anche per le professioni non organizzate in ordini.
- Lavoro: informazione ai lavoratori e limiti all’uso di sistemi che incidono sulla prestazione.
- Sanità: uso come supporto clinico, con obbligo di informare il paziente.
- Giustizia: supporto ai magistrati, mai sostituzione della decisione.
- Profili penali: nuove fattispecie, tra cui la diffusione di contenuti deepfake.
- Diritto d’autore: disciplina delle opere generate con IA.
- Deleghe: l’articolo 24 ha previsto decreti legislativi di adeguamento interno all’AI Act, approvati in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, incluso il decreto sull’impiego di IA nelle attività di polizia con obbligo di controllo umano.
Sanzioni
| Violazione | Sanzione massima |
|---|---|
| Pratiche vietate (art. 5) | 35.000.000 € o 7% del fatturato mondiale annuo |
| Obblighi su sistemi ad alto rischio e GPAI | 15.000.000 € o 3% del fatturato mondiale annuo |
| Informazioni inesatte o incomplete alle autorità | 7.500.000 € o 1,5% del fatturato mondiale annuo |
Per PMI e start-up sono previsti importi ridotti e proporzionati.
Cosa fare adesso: checklist operativa
- Inventario dei sistemi di IA in uso: ogni software che genera previsioni, contenuti o decisioni, anche se acquistato come servizio.
- Classificazione del rischio per ciascuno: vietato, alto, limitato o minimo.
- Ruolo ricoperto: fornitore o utilizzatore? Gli obblighi cambiano.
- Alfabetizzazione IA: eroga e registra la formazione del personale coinvolto (obbligo già efficace).
- Verifica umana: definisci chi valida gli output prima che producano effetti giuridici o economici.
- Documentazione: conserva istruzioni del fornitore, valutazioni, log e decisioni.
- Contratti con i fornitori: pretendi dichiarazioni di conformità e informazioni sugli obblighi che ricadono su di te.
- Se sei potenziale alto rischio: prepara la valutazione di conformità entro le nuove scadenze.
Domande frequenti
L’AI Act obbliga la mia impresa a formare i dipendenti sull’IA?
Sì. L’articolo 4 impone l’alfabetizzazione IA dal 2 febbraio 2025 a chi sviluppa o usa sistemi di IA. È l’obbligo più trasversale del regolamento.
Le scadenze del 2026 sono state cancellate?
No, spostate. Divieti e alfabetizzazione IA restano in vigore; sono slittati gli obblighi sui sistemi ad alto rischio (2 dicembre 2027 e 2 agosto 2028). L’obbligo di watermarking è fissato al 2 novembre 2026.
Un’impresa che usa solo ChatGPT deve adeguarsi?
Se lo usa per attività d’impresa, sì: come utilizzatore deve rispettare l’uso conforme alle istruzioni del fornitore, garantire la sorveglianza umana dove necessaria e formare il personale.
Serve un responsabile AI?
L’AI Act non impone una figura dedicata. Conviene però individuare un referente interno per inventario dei sistemi, classificazione del rischio e documentazione.
Qual è il rapporto con il GDPR?
Sono discipline parallele e cumulative: l’AI Act regola i sistemi, il GDPR i dati personali trattati. Un sistema conforme all’AI Act può restare illecito sul piano della protezione dei dati.
Corso sull’AI Act
Formazione su AI Act, normativa nazionale, privacy, responsabilità e compliance per imprese e professionisti.
Corso sull’AI Act
Formazione su AI Act, normativa nazionale, privacy, responsabilità e compliance per imprese e professionisti.
Aggiornato a ottobre 2026. Contenuto informativo a cura di EUROCORSI; non sostituisce la consulenza legale.

